acquista-onlineConcluso il primo studio dell’Università di Catania sulla contaminazione degli impianti sportivi con risultati significativi. Ma vi sono rimedi efficaci, attestati dalla Lega Nazionale Dilettanti della FIGC

Roma, 21 marzo 2017 – I campi in erba sintetica sono un ricettacolo di batteri potenzialmente pericolosi per la salute. E’ quanto ha dimostrato uno studio condotto dall’Università di Catania che per la prima volta ha evidenziato la presenza rilevante di agenti patogeni, tra cui Escherichia coli e stafilococchi in impianti sportivi frequentati giornalmente da migliaia di persone.

“L’indagine è stata condotta su quattro diversi impianti sportivi catanesi – afferma la prof.ssa Cinzia Randazzo, docente di Microbiologia Agroalimentare, dell’Università di Catania e coordinatrice della ricerca -. Per valutare il livello di contaminazione abbiamo prelevato campioni di manto erboso, su svariati punti di differenti campi di calcio, che abbiamo sottoposto ad analisi microbiologiche. I risultati hanno evidenziato una carica microbica totale pari a 20.000 unità formanti colonie (ufc) per cm2, presenza di stafilococchi (pari a 4.000 ufc per cm2), di Escherichia coli (pari a 100 ufc per cm2), di Pseudomonas spp (pari a 6.000 ufc per cm2) e di enterococchi (pari a 400 ufc per cm2). La presenza di tali microrganismi può essere correlata a contaminazioni di origine umana, gocce di sudore, sputi, abrasioni dei giocatori ma anche a escrementi di volatili o di altri animali. Nel nostro Paese si calcola che esistono oltre duemila campi in erba sintetica e il loro numero è in forte crescita.Le scarse condizioni igienico-sanitarie possono portare problemi alla salute di chi frequenta questi luoghi”.

La ricerca dell’Ateneo catanese ha inoltre studiato l’efficacia di possibili soluzioni per garantire la salubrità degli impianti sportivi in erba sintetica. “Ad oggi in commercio è presente un solo prodotto che ha ricevuto l’Attestazione di Detergente Sanificante dalla Commissione Impianti Sportivi in Erba Artificiale della L.N.D.-F.I.G.C. (C.I.S.E.A.). Si tratta del detergente alcalino denominato LAVAILCAMPO, che ad una concentrazione del 20%, per un tempo di contatto di 20 minuti, ha portato ad un abbattimento totale degli agenti patogeniprosegue la prof.ssa Randazzo -. In particolare si è azzerata la presenza di batteri pericolosi come Escherichia coli, Pseudomonas e stafiloccocchi, così come richiesto dalle leggi italiane in tema di igiene pubblica”.

“Solo in questo modo è possibile ottenere l’inibizione totale di tutti i gruppi microbici nocivi per l’organismo umano e la ricerca ha evidenziato l’efficacia del detergente igienizzante LAVAILCAMPO quale soluzione per garantire la qualità igienico-sanitaria degli impianti sportivi a tutela della salute dei frequentatori.

Lo studio ha evidenziato inoltre che l’effetto igienizzante dura a lungo nel tempo e dopo un mese la carica batterica presenta ancora valori contenuti e accettabili”. “E’ necessario – conclude la prof. Randazzo – che le Autorità prendano atto e si occupino di questo problema, al fine di tutelare la salute di chi frequenta gli impianti sportivi”.